mercoledì 13 febbraio 2008

Class Action contro le banche




dal sito nazionale a questo link

CONTI CORRENTI: MENTRE LE BANCHE BRINDANO CON 23,8 MILIARDI DI UTILI NETTI, I CORRENTISTI INCASSANO QUALCHE CENTESIMO DI INTERESSI ACCREDITATI,CHE NON COPRONO CENTINAIA DI EURO DI SPESE DI GESTIONE, ANCORA ELEVATISSIME.LA VIOLAZIONE DELL’ART.10 DEL DECRETO BERSANI SUI TASSI,CHE COSTA 195 EURO A CORRENTISTA,SARA’ OGGETTO DI UNA SACROSANTA CLASS ACTION RISARCITORIA.

In un paese normale,quando non si rispettano le leggi,scattano dure sanzioni,anche a carico delle banche che specie in Italia,operando in una zona franca continuano a taglieggiare i correntisti con costi elevati di gestione, tassi più alti media Ue su mutui,prestiti e fidi,zero retribuzioni per i conti correnti. Nonostante l’art.10 del decreto Bersani,obbliga le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori, che devono essere adeguati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Bce, conti correnti e libretti non hanno beneficiato affatto delle cinque decisioni BCE che ha aumentato dell’1,25% il costo del denaro dal giugno 2006. Dalle 5 decisioni BCE (agosto, ottobre e dicembre 2006; marzo e giugno 2007) le banche italiane hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali, fidi e finanziamenti, con una stangata di 170 euro al mese (2.040 euro l’anno) su 3,2 milioni di mutuatari, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi. L’elusione sistematica dell’art. 10 del decreto Bersani, ha consentito alle banche un guadagno illecito pari a 5,9 miliardi di euro calcolato su un monte depositi di 682 miliardi di euro,ed è costato 197 euro ad ognuno dei 30 milioni di correntisti e depositanti.

Per adrerire alla class action sopra descritta è stato prediasposto un modulo reperibile QUI

lunedì 11 febbraio 2008

VERBALI DELLA POLIZIA MUNICIPALE INVIATI PER ERRORE


Dal sito del Comune di Torino si apprende:

In occasione dello sciopero nazionale di 24 ore indetto dai lavoratori dei trasporti pubblici il 9 novembre scorso era stata sospesa la ZTL Centrale (in vigore dalle 7.30 alle 10.30), ma per un disguido le telecamere ai varchi non sono state disattivate e quindi in questi giorni sono arrivati a circa 250 automobilisti i relativi verbali di infrazione. Chi ha ricevuto la notifica e non ha ancora pagato la contravvenzione non ne deve tenere conto (la pratica verrà archiviata), mentre chi ha pagato sarà automaticamente risarcito senza dover presentare nessuna richiesta. Per maggiori informazioni è possibile contattare il call-center dell'Ufficio Verbali al numero 011 4427630 o inviare una mail a vigili.urbani@comune.torino.it (e.v.)

Torino, 5 Febbraio 2008



Fonte qui

martedì 5 febbraio 2008

Radio frequenze italiane sono contrarie alle normative europee


Il grande Cornacchione avrebbe risposto alla Corte di Giustizia Europea con il suo celebre: " COMUNISTIIIII !!!" di certo il miglior portavoce di chi continua ad operare in violazione del Diritto comunitario così come sancito dalla certamente per nulla bolscevica Corte di Giustizia Europea, che nei giorni scorsi ha emesso una dura sentenza contro il sistema radio televisivo italiano.

Vi riportiamo qui di seguito quanto esposto dalla Corte di Giustizia lasciando a voi lo spazio per eventuali commenti circa il "monolocale" della Libertà che è il sistema delle radio frequenze italiane.

Il comunicato è scaricabile QUI
COMUNICATO STAMPA n. 06/08
31 gennaio 2008
Sentenza della Corte di giustizia nella causa C- 380/05
Centro Europa 7 Srl / Ministero delle Comunicazioni e Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
IL REGIME ITALIANO DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE PER LE ATTIVITÀ DI TRASMISSIONE RADIOTELEVISIVA È CONTRARIO AL DIRITTO COMUNITARIO
Tale regime non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati
La Centro Europa 7 Srl è una società attiva nel settore delle trasmissioni radiotelevisive. Nel 1999 essa ha ottenuto dalle competenti autorità italiane un’autorizzazione a trasmettere a livello nazionale in tecnica analogica, ma non è mai stata in grado di trasmettere, in mancanza di assegnazione di radiofrequenze.
Una domanda della Centro Europa 7 diretta all’accertamento del suo diritto ad ottenere l’assegnazione di frequenze, nonché il risarcimento del danno subito, è stata respinta dal giudice amministrativo.
Il Consiglio di Stato, dinanzi al quale la causa pende attualmente, interroga la Corte di giustizia delle Comunità europee sull’interpretazione delle disposizioni di diritto comunitario 1 relative ai criteri di assegnazione di radiofrequenze al fine di operare sul mercato delle trasmissioni radiotelevisive.
Il giudice del rinvio sottolinea che in Italia il piano nazionale di assegnazione delle frequenze non è mai stato attuato per ragioni essenzialmente normative, che hanno consentito agli occupanti di fatto delle frequenze di continuare le loro trasmissioni, nonostante i diritti dei nuovi titolari di concessioni. Le leggi succedutesi, che hanno perpetuato un regime transitorio, hanno avuto l’effetto di non liberare le frequenze destinate ad essere assegnate ai titolari di concessioni
1 Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/21/CE, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva «quadro») (GU L 108, pag. 33), direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/20/CE, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva «autorizzazioni») (GU L 108, pag. 21), e direttiva della Commissione 16 settembre 2002, 2002/77/CE, relativa alla concorrenza nei mercati delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica (GU L 249, pag. 21) (direttiva «concorrenza»).
in tecnica analogica e di impedire ad altri operatori di partecipare alla sperimentazione della televisione digitale.
La Corte rileva che l’applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a favore delle reti esistenti ha avuto l’effetto di impedire l’accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze. Questo effetto restrittivo è stato consolidato dall’autorizzazione generale, a favore delle sole reti esistenti, ad operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi. Tali regimi hanno avuto l’effetto di cristallizzare le strutture del mercato nazionale e di proteggere la posizione degli operatori nazionali già attivi su detto mercato.
Il limite al numero degli operatori sul territorio nazionale, potrebbe essere giustificato da obiettivi d’interesse generale, ma – come stabilisce il nuovo quadro normativo comune per i servizi di comunicazione elettronica 2 – esso dovrebbe essere organizzato sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.
Di conseguenza, la Corte conclude che l’assegnazione in esclusiva e senza limiti di tempo delle frequenze ad un numero limitato di operatori esistenti, senza tener conto dei criteri citati, è contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi, nonché ai principi sanciti dal NQNC.

Coldiretti Piemonte l'opinione sui prezzi


Riportiamo la posizione di Coldiretti Piemonte sulla trasparenza dei prezzi degli alimenti

Il link diretto QUI

“Trasparenza sui prezzi, per evitare truffe e speculazioni”

Sono state centinaia i cittadini che hanno firmato per sostenere la Coldiretti nella battaglia per ottenere l’etichettatura trasparente per le carni di suino e di coniglio.
Una nuova iniziativa promossa da Coldiretti e partita dal Piemonte, da Torino, con un’imponente manifestazione che ha portato nel centro storico maiali e conigli.
Obiettivo sensibilizzare il consumatore sull’importanza di sapere cosa arriva ogni giorno sulla sua tavola e il diritto alla rintracciabilità anche per due settori in evidente crisi come quella che sta coinvolgendo il settore suinicolo e quello cunicolo.
L’inflazione sale anche per effetto della moltiplicazione dei prezzi dalla produzione al consumo che è divenuta insostenibile in molti settori come la carne dove dalla stalla alla tavola si verificano aumenti dalle oltre cinque volte per il coniglio (+400 per cento) e fino alle venti volte dal maiale al prosciutto (+1900 per cento).
Agli allevatori i maiali vengono pagati appena 1,25 euro il chilo, una quotazione così bassa che non riesce a coprire i costi di produzione.
Il prezzo della carne di maiale, passando dalla stalla alla tavola, si moltiplica per cinque se si acquista la braciola, per dieci se si compra il salame e fino ad oltre venti volte quando è il prosciutto a finire nella busta della spesa.
Stessa crisi anche per gli allevamenti di conigli: a fronte di un prezzo medio di 1,5 euro riconosciuto agli allevatori, la carne di coniglio viene pagata dai consumatori otto euro il chilo; il valore, nei passaggi della filiera, dalla stalla alla tavola, lievita del 430 per cento. A questo punto diventa facile pensare come un tale divario presente nella distribuzione metta a rischio i bilanci degli allevamenti cunicoli.
In Piemonte, secondo la Relazione annuale di attività dei servizi veterinari, l’anagrafe zootecnica conta 2.215 aziende che allevano suini, per un totale di 1.258.224 capi. In provincia di Torino le aziende sono 395, con 203.315 capi; Cuneo conta 1.137 aziende con 874.132 capi; Alessandria ha 209 aziende con 47.739 capi; Novara registra 136 imprese con 64.898 capi; Asti ha 124 allevamenti con 18.878 capi; Verbania registra 121 aziende con 633 capi; Vercelli conta 51 allevamenti con 17.650 capi; Biella ha 42 imprese suinicole con 30.979 capi.
Per i conigli, secondo Piemonte in cifre 2007, annuario statistico regionale, nella nostra Regione vengono allevati 880.804 conigli: le tre province con il maggior numero di capi sono Cuneo, con 699.784; Torino, che ne registra 93.100 e Novara, che conta 49.670 capi.
“Questa iniziativa è volta a ridurre la forbice dei prezzi dalla stalla alla tavola che mette a rischio la produzione Made in Italy di carne e salumi e il loro consumo da parte delle famiglie italiane che hanno dovuto ridurre di circa il 3 per cento gli acquisti familiari su base annua. – hanno affermato il presidente e il direttore della Coldiretti Piemonte Giorgio Ferrero e Bruno Rivarossa - Nel corso della manifestazione è stata avviata la raccolta di firme per la petizione popolare a sostegno dell’indicazione obbligatoria dell’origine sull’etichette delle carni di maiale e di coniglio per garantire la trasparenza e sono state rese disponibili informazioni su prezzi, produzione e consumi nonché consigli per gli acquisti, con l'obiettivo di evitare i rincari e le speculazioni in agguato a danno degli allevatori e dei consumatori. Oggi hanno firmato in tanti, esattamente come è successo per le nostre altre iniziative, questo è il segnale che l’attenzione dei consumatori sulla qualità è sempre molto alta”.
Tutti coloro che si sono recati in piazza Palazzo di Città a Torino, oltre a firmare a sostegno della richiesta di etichettatura obbligatoria per le carni di maiale e di coniglio, sinora sottopagate al produttore e poi vendute a peso d'oro al consumatore, hanno potuto anche fare acquisti nelle oltre sessanta bancarelle dei produttori che effettuano vendita diretta e acquistare frutta e verdura di stagione, salumi, formaggi e yogurt, vino, pane, pasta, riso, miele, fiori e il latte crudo direttamente dal distributore automatico dell’azienda agricola di Elio Versino, di Giaveno.
“Proprio alla carne vengono destinati 106 euro dei 467 spesi in media ogni mese dalle famiglie per l’alimentazione – hanno continuato il presidente Ferrero e il direttore Rivarossa - questo significa che è necessario lavorare per rendere più trasparente e diretto il percorso del prodotto con l'etichetta di provenienza, ma che è anche necessario intervenire sulle filiere inefficienti che perdono valore senza ritardare le necessarie ristrutturazioni.”

Garante Privacy nuove misure



Il Garante della Privacy ha emesso nuove norme in merito alla sicurezza dei dati di traffico telefonico e telematico.

Qui di seguito un breve estratto delle principali novità:

Accesso ai dati: l'accesso ai dati è consentito solo al personale incaricato mediante avanzati sistemi di autenticazione informatica, anche con l'uso di dati biometrici (es., impronte digitali). Sono compresi nella prescrizione, salvo limitati casi di necessità, anche gli amministratori di sistema, figure chiave della sicurezza delle banche dati, sul cui ruolo, spesso sottovalutato anche nei settori più delicati, il Garante prevede di iniziare una riflessione approfondita.

Accesso ai locali: i locali in cui sono ospitati i sistemi di elaborazione che trattano dati di traffico telefonico per esclusive finalità di giustizia devono disporre di sistemi biometrici di controllo degli accessi. In ogni caso, i sistemi che trattano dati di traffico di qualsiasi natura vanno installati in locali ad accesso selezionato.

Sistemi di autorizzazione: le funzioni tra chi assegna le credenziali di autenticazione e chi accede ai dati devono essere rigidamente separate. I profili di autorizzazione da attribuire agli incaricati devono essere differenziati a seconda che il trattamento dei dati di traffico sia effettuato per scopi di ordinaria gestione o per quelli di accertamento e repressione dei reati.

Tracciamento dell'attività del personale incaricato: ogni accesso effettuato e ogni operazione compiuta da parte degli incaricati e degli amministratori di sistema devono essere registrati in appositi audit log.

Conservazione separata: i dati tenuti per esclusive finalità di accertamento e repressione dei reati devono essere conservati separatamente da quelli utilizzati per funzioni aziendali (es., fatturazione, marketing, antifrode, statistiche) e i sistemi di elaborazione che li trattano vanno sottoposti a rigide misure di sicurezza fisica e controllo degli accessi.

Cancellazione dei dati: una volta decorso il tempo previsto di conservazione i dati devono essere immediatamente cancellati o resi anonimi, eliminandoli anche dalle copie di backup create per il salvataggio dei dati.

Controlli interni: devono essere effettuati controlli periodici sulla legittimità degli accessi ai dati da parte degli incaricati, sul rispetto delle norme di legge e delle misure organizzative tecniche e di sicurezza prescritte dal Garante, sull'effettiva cancellazione dei dati una volta decorsi i termini di conservazione.

Sistemi di cifratura: contro rischi di acquisizione indebita, anche fortuita, delle informazioni registrate da parte di incaricati di mansioni tecniche (amministratori di sistema, amministratori di data base, manutentori hardware e software) i dati di traffico trattati per esclusive finalità di giustizia vanno protetti con tecniche crittografiche.

Gestori telefonici e fornitori di servizi di comunicazione elettronica dovranno applicare tali misure entro il 31 ottobre 2008. L'applicazione di alcune di esse viene disposta dal Garante anche alla conservazione dei dati per finalità non di giustizia, ma di fatturazione, commercializzazione di servizi, statistica etc., al fine di favorire un quadro più ampio di sicurezza di dati e sistemi.



Il testo integrale QUI

venerdì 1 febbraio 2008

Esenzione canone Rai ultime notizie


La Finanziaria 2008 ha introdotto la possibilità di esonerare dal pagamento del canone Rai gli ultra 75enni che abbiano determinati requisiti così come abbiamo segnalato lo scorso 17 gennaio clicca QUI

Ma dalle molte richieste di informazioni in merito comprediamo come la situazione dia poco chiara.

Pertanto riportiamo integralmente quanto presente sul sito Rai

ESONERO CANONE TV 75ENNI




TESTO DELLA NORMA (Art. 1, comma 132, legge finanziaria 2008).

Nel limite massimo di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2008, per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a euro 516,46 per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone RAI esclusivamente per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza. Per l’abuso è comminata una sanzione amministrativa, in aggiunta al canone RAI dovuto ed agli interessi di mora, d’importo compreso tra euro 500 ed euro 2.000 per ciascuna annualità evasa. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono indicate le modalità applicative delle disposizioni di cui al presente comma.

- Quali sono i requisiti di legge per poter aver diritto all’esenzione?
Eta’ pari o superiore a 75 anni, con reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente ad euro 516,46 per tredici mensilita’, senza conviventi, e possesso di apparecchi televisivi solo nel luogo di residenza. Le esenzioni saranno pero’ concesse solo fino al limite massimo di 500.000 euro annui, per cui non e’ detto che tutti coloro i quali siano in possesso dei requisiti previsti dalla legge potranno poi effettivamente beneficiare dell’esenzione. I criteri per la scelta delle domande da accogliere saranno fissati dal decreto ministeriale di attuazione.

- Da quando posso inviare la domanda di esenzione?
La data sara’ fissata dal decreto ministeriale di attuazione.

- Quando verra’ emanato il decreto ministeriale di attuazione?
Non e’ possibile al momento fare alcuna previsione

- In attesa del decreto ministeriale di attuazione, posso inviare la domanda?
Inviare la domanda non e’ vietato, ma sara’ il decreto ministeriale di attuazione a stabilire quali saranno i tempi e le modalita’ per la presentazione delle domande stesse, per cui c’e’ il rischio che la sua domanda presentata prima del decreto, anche se inviata con posta raccomandata, non possa venire presa in considerazione.

- A chi indirizzo la domanda di esenzione?
Sara’ il decreto ministeriale di attuazione a stabilire a chi la domanda di esenzione dovra’ essere indirizzata.

- Quale documentazione devo allegare alla domanda di esenzione?
La documentazione necessaria verra’ indicata nel decreto ministeriale di attuazione.

- Il reddito che devo considerare e’ solo quello da pensione?
No, secondo la legge per poter aver diritto all’esenzione e’ necessario che tutti i redditi, propri e del coniuge, cumulati insieme (e quindi ad esempio anche redditi da proprieta’ immobiliari o da rendite finanziarie etc.) non superino nel complesso la somma di 516,46 euro per tredici mensilita’.

- Se ho 75 anni o piu’, ma ho un convivente diverso dal coniuge, posso aver diritto all’esenzione?
Secondo la legge no, neanche se il convivente non avesse alcun reddito proprio.

- Se ho un televisore nella mia residenza ed uno in un'altra abitazione, posso aver diritto all’esenzione?
Secondo la legge no, neanche se la seconda abitazione non fosse di proprieta’.

- Se sono in possesso di tutti i requisiti previsti per poter ottenere l’esenzione, sono sicuro di averne diritto?
No, perche’ la legge prevede che le esenzioni possano essere concesse solo fino al valore massimo complessivo di 500.000 euro annui. I criteri di scelta delle domande da accogliere saranno fissati dal decreto ministeriale di attuazione.

- In attesa del decreto ministeriale di attuazione, l’invio della domanda di esenzione mi esenta dal pagamento del canone per l’anno 2008?
No, neanche se in effetti si e’ in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge, perche’ le domande potranno essere accolte solo fino ad un valore massimo complessivo di 500.000 euro annui. Quindi, in attesa del decreto ministeriale, e’ comunque necessario pagare il canone di abbonamento per l’anno 2008.

fonte RAI