venerdì 30 maggio 2008

Stop ai numeri speciali



Finalmente qualche cosa si muove e si muove nella direzione giusta.

Dopo 5 anni di battaglie, denunce, conciliazioni e infiniti mal di pancia e nevrosi di utenti a partire dal 30 giugno 2008 sarà operativo per tutti i gestori italiani il blocco permanente e gratuito alle numerazioni che hanno in questi anni dilapidato il patrimonio dei cittadini.

Il paniere delle numerazioni oggetto di questo blocco sono reperibili QUI

In estrema sintesi sono bloccate tutte le utenze oggetto di reclamo in questi anni. La formula con cui si comprende quali esse siano non è forse la più chiara per chi non è avvezzo a tali ragionamenti, ma da nostro controllo abbiamo appurato la bontà dell'intervento.

Non si dovrà richiedere alcunchè al gestore per godere di tale disabilitazione, ne si dovranno comporre codici per la gestione. In ultimo solo chi farà esplicita richiesta verrà abilitato ai servizi speciali

L'AGCOM ha valutato di esonerare da questo paniere le numerazioni che, benchè rientranti tra i numeri speciali, hanno una funzionalità non oggetto di contenzioso.

Certo è che continueremo a tenere gli occhi aperti... e anche l'AGCOM promette che resterà con la guardia ben alzata

giovedì 17 aprile 2008

Riduzione del 50% canone Telecom


Diversi utenti ci richiedono le modalità e i requisiti per richiedere la riduzione del canone di abbonamento al servizio di fonia presso Telecom Italia.

Riportiamo qui di seguito un estratto di quanto presente sul sito 187

Potete verificare quanto riportato direttamente a questo link

COSA SONO LE CONDIZIONI ECONOMICHE AGEVOLATE
Esistono due tipologie di agevolazioni economiche:

  • la riduzione del 50% dell'importo mensile di abbonamento
  • l'esenzione totale dal pagamento dell'importo mensile di abbonamento
  • la navigazione gratuita in Internet per almeno 90 ore mensili.

CHI PUO’ CHIEDERLE
Le Condizioni Economiche Agevolate possono essere chieste dai titolari di un contratto telefonico di categoria "B" (ovvero il contratto che si riferisce alla linea principale dell’abitazione ove risiede stabilmente il nucleo familiare), in possesso di determinati requisiti economici e sociali.

REQUISITI PER LA RIDUZIONE DEL 50% DELL’ABBONAMENTO MENSILE
La riduzione del 50% dell’importo mensile di abbonamento può essere richiesta dai nuclei familiari in cui siano contemporaneamente soddisfatti il sottostante requisito economico ed almeno uno dei sottostanti requisiti sociali:

  • Requisito economico: il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare non deve essere superiore a 6.713,94 Euro annui. L’attestato ISEE può essere richiesto presso i centri di assistenza fiscale (C.A.F.), i Comuni e le sedi territoriali dell’I.N.P.S.
  • Requisiti sociali: all'interno del nucleo familiare deve essere presente una persona che percepisce la pensione di invalidità civile o la pensione sociale, oppure un anziano di età superiore ai 75 anni o il capo famiglia disoccupato.

COME RICHIEDERE LE CONDIZIONI ECONOMICHE AGEVOLATE
Per presentare la domanda di richiesta/rinnovo è necessario compilare l’apposito Modello predisposto da Telecom Italia ed inviarlo a: Telecom Italia – Servizio Clienti Residenziali – Casella Postale 211 – 14100 Asti.

Alla richiesta deve essere allegata la seguente documentazione:
1. fotocopia dell’attestato contenente l’ISEE del nucleo familiare
2. fotocopia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del titolare del contratto di abbonamento relativo alla linea telefonica in relazione alla quale si chiede l’agevolazione e, qualora diversa dal titolare, anche della persona in possesso del/i requisito/i sociale/i richiesto/i
3. certificato di iscrizione rilasciato dall’Ufficio di Collocamento (nel caso in cui il capofamiglia sia disoccupato o in cerca di prima occupazione)
4. fotocopia del documento attestante la pensione sociale o la pensione di invalidità civile dalla quale risultino: nome, cognome, codice fiscale, categoria, codice INPS e decorrenza della pensione (nel caso in cui il requisito che sottostà alla richiesta deriva dal fatto che all’interno del nucleo familiare vi sia una persona che percepisca una pensione sociale o una pensione di invalidità civile).

DURATA
Le condizioni economiche agevolate del 50% e del 100% sull’importo mensile di abbonamento della linea telefonica decorrono dalla data di ricezione della domanda da parte di Telecom Italia o, nel caso di un nuovo impianto, dalla data di attivazione della linea telefonica.
La gratuità della navigazione internet decorre entro 15 giorni dal giorno di ricezione da parte di Telecom Italia della richiesta o, nel caso di richiesta in fase di nuovo impianto, entro 15 giorni della data di attivazione della linea telefonica.

La riduzione del 50% dell’importo mensile di abbonamento ha la stessa durata di validità della data di scadenza riportata sull’Attestato contenente l’ISEE. La richiesta dell’agevolazione, pertanto, va rinnovata annualmente. La scadenza dell’agevolazione verrà ricordata prima della scadenza con un apposito messaggio negli ultimi due Conti Telecom Italia.
Inoltre alla scadenza, per evitare l’interruzione dell’agevolazione, è prevista una proroga per ulteriori due mesi. Se nel corso di questo periodo non perviene a Telecom Italia la nuova richiesta di rinnovo, è prevista la decadenza dell’agevolazione con il contestuale recupero ed addebito dei canoni dalla data di effettiva scadenza dell’agevolazione.

Il modello da inoltrare al gestore è reperibile online QUI

mercoledì 16 aprile 2008

Conciliazione Parmalat Sanpaolo IMI (oggi Intesa Sanpaolo)


Importanti novità per gli investitori Parmalat che acquisirono i titoli presso l'allora Sanpaolo IMI oggi Intesa Sanpaolo.

Nei giorni scorsi l'istituto di credito e le associazioni dei consumatori hanno sottoscritto la procedura di conciliazione attraverso la quale i clienti Sanpaolo potranno inoltrare richiesta individuale, al fine di ottenere un altro tassello a risarcimento di quanto perduto in seguito al crack della nota ditta parmense.

E' fondamentale ribadire che tale procedura è riservata solo a coloro i quali acquisirono i titoli obbligazionari presso le filiali dell'allora Sanpaolo IMI.
Ricordiamo che oggi le obbligazioni sono state convertite in azioni e warrant.

Nei prossimi giorni gli aventi diritto riceveranno una comunicazione scritta da parte della banca allo scopo di informarli di questi ultimi sviluppi e delle procedure utili ad adire alla conciliazione.

Federconsumatori Piemonte onlus al fine di fornire il massimo supporto ai propri soci e a TUTTI GLI INTERESSATI, ha disposto una convocazione pubblica fissata per il giorno 28 aprile 2008 alle ore 15.00 in via Pedrotti 5 - Torino - presso il salone Pia Lai.

L'incontro è aperto a tutti i possessori di obbligazioni Parmalat e si fa viva richiesta di divulgare la notizia.

Per maggiori informazioni potete contattarci via mail al seguente indirizzo:

sportello@federconsumatori-torino.it

o mezzo telefono allo 011/28.59.81


venerdì 4 aprile 2008

CAMBIANO I VELENI MA LE VITTIME SONO SEMPRE I CONSUMATORI


Sono passati più di venti anni dallo scandalo del vino al metanolo che causò la morte di 19 persone e l’infermità di molte altre e ci risiamo. Cambia il veleno ma le vittime sono sempre i consumatori.

Oggi nei nostri calici di vino può accadere di trovare tracce di uva, zucchero, abbondante acqua e acido cloridrico q. b., abbreviazione usata nelle migliori ricette per indicare la quantità di “quanto basta”. Quanto basta per uccidere.

A quanto ci è dato sapere dai giornali è stata sequestrata solo una parte dei prodotti adulterati, ma ci sarebbe un vero sistema industriale di contraffazione.

Non è sufficiente urlare allo scandalo, è necessario intervenire.

Al fine di compiere una efficace campagna informativa per TUTELARE I CONSUMATORI la Federconsumatori Piemonte chiede all’Assessore Regionale ed ai NAS di rendere noti i nomi delle aziende ed i marchi coinvolti in questo scandalo e di procedere urgentemente al sequestro dei prodotti adulterati.

Il Presidente

Giovanni Dei Giudici

Verifica la tua preselezione


Ancor prima che fosse liberato "l'ultimo miglio" della rete telefonica, cioè la porzione che intercorre dalla centralina su strada all'abitazione, si è data la possibilità di utilizzare gestori alternativi all'ex monopolista Telecom Italia. Tecnicamente il sistema utilizzato è chiamato CPS o preselezione automatica.

Il sistema offre la possibilità di dirottare verso l'operatore alternativo scelto, pur restando clienti di Telecom Italia in qualità di operatore di accesso e senza digitare alcun codice di selezione.

In sostanza il codice di selezione (es. 1055) viene composto in automatico.

Questo "comodità" è però causa di dubbi e questioni circa la gestione in CPS della propria linea.

Detto più semplicemente per le ragioni più varie molti utenti lamentano il non sapere chi sia il gestore alternativo (e se mai ce ne fosse uno).

Esiste un numero verde di gestione Telecom Italia che comunica tali informazioni.

Il fatto che tale numero verde sia in gestione alla sola Telecom Italia si spiega con il fatto per cui la CPS è possibile solo se si è clienti di Telecom Italia.

Il numero in questione è:

800254232

venerdì 21 marzo 2008

Benzina e gasolio a prezzo ridotto


Federconsumatori ha sempre evitato di dare indicazioni circa i luoghi dove si possano fare acquisti a prezzi ridotti per non incappare in accuse di accordi poco trasparenti e speranzosi che il libero mercato possa, tramite i meccanismi concorrenziali, fornire i prezzi migliori ai clienti.

Le evidenti speculazioni in campo petrolifero ci hanno portato a voler infrangere l'impegno a dare indicazioni commerciali esplicite.

A tal fine è disponibile sul sito nazionale l'elenco delle cosiddette "pompe bianche". Si tratta di stazioni di rifornimento indipendenti dove è possibile risparmiare 5-6 centesimi di euro al litro.

Il minor prezzo è reso possibile grazie all'acquisto da parte di queste stazioni nel mercato "extrarete".

La lista che offriamo può essere soggetta a delle variazioni, invitiamo inoltre i cittadini a segnalarci errori, omissioni o aggiunte, o comunque qualsiasi informazione utile all'indirizzo di posta elettronica federconsumatori@federconsumatori.it

La lista è in continuo aggiornamento ed è disponibile CLICCANDO QUI

mercoledì 19 marzo 2008

Mutui frazionati: importanti novità


Il decreto Bersani bis (Legge 40/07) ha indicato la necessità di definire penali per recesso anticipato dei mutui più basse di quanto previsto dal contratto di mutuo sottoscritto. In particolare la definizione delle specifiche percentuali a titolo di penale sono state indicate da successivi accordi svolti tra ABI e associazioni di consumatori.

L'Agenzia del Territorio aveva obbiettato che i mutui frazionati non erano assimilabili a quanto stabilito dal decreto Bersani. In breve chi si fosse accollato un mutuo frazionato non poteva richiedere l'applicazione delle penali ridotte.

Il decreto Bersani non aveva assolutamente distinto mutui frazionati da quelli "normali".
Federconsumatori ha promosso iniziative volte a dare sostegno ai cittadini titolari di mutui frazionati affinchè venisse riconosciuto la possibilità di ottenere le penali ridotte.

Il giorno 17/03/08 Federconsumatori, e altre realtà associative, hanno sottoscritto un accordo con ABI il quale indica chiaramente che anche i mutui frazionati rientrano nelle direttive volute dal decreto Bersani e dei successivi accordi.

Si è inoltre definito in modo inequivocabile che chi ha già pagato penali più alte ha diritto a richiedere il rimborso delle stesse al proprio istituto di credito.

Per maggiori informazioni o per ricevere copia dell'accordo potete contattarci via email CLICCANDO QUI

mercoledì 12 marzo 2008

Depositi Dormienti


Stando all'art.1 comma 345 della legge n° 266 del 23/12/2005 e del d.p.r. n° 116 del 22/06/2007 è stato istituito il "Fondo" presso il Ministero dell'Economia e delle finanze destinato ai risparmiatori vittime di frodi finanziarie o che hanno patito danni ingiusti e non risarciti.

Questo fondo vittime viene "foraggiato" da rapporti contrattuali che si definiscono dormienti e aperti presso gli istituti bancari, finanziari ed assicurativi.

Cosa sono i depositi dormienti?
Ebbene si riconoscono come depositi dormienti i conti correnti,certificati di deposito, depositi di risparmio e gli strumenti finanziari custoditi o amministrati che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • valore superiore a € 100,00
  • inattivi da 10 anni

L'ente che detiene il deposito (Assicurazioni, Banche etc. etc.) avevano l'obbligo di inviare una racc. A/R entro lo scorso 17/02/08 all'attenzione dei titolari dei conti.
Si noti che oltre ai titolari sono oggetto di tale lettera anche gli eventuali eredi.

Se entro il 15/08/08 il conto non venisse movimentato con alcuna operazione, il deposito è da considerarsi abbandonato e le quote presente sul deposito verranno versate a favore del Fondo di cui abbiamo accennato all'inizio.

Ciò che viene considerato come azione utile alla "movimentazione" sono le seguenti operazioni:

  • richiesta copia della documentazione sul rapporto
  • versamenti
  • prelievi
  • richiedere un aggiornamento contabile
  • comunicazione scritta della variazione di residenza

lunedì 10 marzo 2008

Guida ai giocattoli sicuri


La Camera di Commercio di Torino ha pubblicato una utilissima guida per scegliere giocattoli sicuri per i nostri bimbi.

Vengono trattati i principali argomenti relativi alla sicurezza di giochi e giocattoli, in particolare:
  • La sicurezza dei bambini nei giochi
  • La sicurezza dei bambini nei parchi gioco
  • La sicurezza dei bambini nella pubblicità
La guida è disponibile e gratuita in formato cartaceo presso la stessa Camera di Commercio di Torino, presso la nostra sede in via Pedrotti 25 a Torino, oppure online al seguente link alla pagina della Camera di Commercio.... CLICCA QUI

Sondaggio di Federconsumatori Piemonte

Blogger, la piattaforma che ospita il nostro blog, offre la possibilità di lanciare dei sondaggi.

Ottimo!

Pertanto abbiamo predisposto il form per votare quello che a vostro dire è il peggior gestore di telefonia fissa nazionale!

Esprimete liberamente il vostro parere. La sede piemontese di Federconsumatori inoltrerà i risulti alla sede nazionale e ci sarà utile per meglio compredere il mercato delle telecomunicazioni.

Per votare il sondaggio non è richiesto alcun login o iscrizione di sorta.
Il sondaggio si chiuderà il prossimo 10 aprile 2008

Aumento prezzi chiama il numero verde 800.955.959



Molti di voi avranno sentito parlare della nuova figura di Mister Prezzi. Il suo nome è Antonio Lirosi ed è il "garante dei prezzi" istituito dal governo Prodi a tutela e controllo dell'andamento prezzi sul mercato al consumo in Italia.

Questa nuova figura ha quindi il compito di monitorare a valutare l'andamento inflazionistico, spesso oggetto di controversie sui dati pubblicati dall'Istat e sulla composizione del "paniere".

Sono oramai 6 anni che Federconsumatori denuncia aumenti inflazionistici tanto evidenti quanto gravi che l'organo statistico ufficiale non ha rilevato.

Sono anni che Federconsumatori chiede che vengano messe in atto politiche economiche utili a contenere la perdita di potere d'acquisto che attanaglia i cittadini italiani dall'entrata in vigore del'Euro.

Sono anni che chiediamo ad esempio una filiera corta sui beni alimentari o farmaci in confezione monouso.

Sono anni che critichiamo i metodi di rilevazione statistica ufficiale.

Sono anni che riceviamo continue lamentele da parte dei cittadini a cui spesso non possiamo offrire soluzioni rapide e soprattutto efficaci!
Spesso (quasi sempre) siamo vincolati da un libero mercato che in barba alle teorie liberiste non decolla in una reale concorrenza, ma al contrario è arroccato in propria difesa da gruppi di potere ben strutturati e protetti.
Non è accettabile che le teorie del libero mercato con i loro presunti effetti benevoli per gli acquirenti siano solo la lezione da imparare per strappare un buon voto all'Università.

A questi compiti è chiamato a dare risposte Mister Prezzi.

Pertanto invitiamo tutti i consumatori italiani a segnalare gli aumenti quotidiani direttamente a Mister Prezzi al seguente NUMERO VERDE 800.955.959 operativo dal lunedì al venerdì dalle h. 09,00 alle 15,00.

Invitiamo inoltre le Authorities che hanno istituito tali servizi di contatto diretto con i cittadini (es. il numero dell'Antitrust 800.166.661) ad ampliare tali servizi, sia in termini di addetti che nell'orario. Sarebbe questa una occasione concreta per i nostri governanti di dare riscontri efficaci tanto ai consumatori quanto ai giovani disoccupati, magari vittime stesse di un mercato del lavoro precario e non remunerativo.

mercoledì 13 febbraio 2008

Class Action contro le banche




dal sito nazionale a questo link

CONTI CORRENTI: MENTRE LE BANCHE BRINDANO CON 23,8 MILIARDI DI UTILI NETTI, I CORRENTISTI INCASSANO QUALCHE CENTESIMO DI INTERESSI ACCREDITATI,CHE NON COPRONO CENTINAIA DI EURO DI SPESE DI GESTIONE, ANCORA ELEVATISSIME.LA VIOLAZIONE DELL’ART.10 DEL DECRETO BERSANI SUI TASSI,CHE COSTA 195 EURO A CORRENTISTA,SARA’ OGGETTO DI UNA SACROSANTA CLASS ACTION RISARCITORIA.

In un paese normale,quando non si rispettano le leggi,scattano dure sanzioni,anche a carico delle banche che specie in Italia,operando in una zona franca continuano a taglieggiare i correntisti con costi elevati di gestione, tassi più alti media Ue su mutui,prestiti e fidi,zero retribuzioni per i conti correnti. Nonostante l’art.10 del decreto Bersani,obbliga le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori, che devono essere adeguati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Bce, conti correnti e libretti non hanno beneficiato affatto delle cinque decisioni BCE che ha aumentato dell’1,25% il costo del denaro dal giugno 2006. Dalle 5 decisioni BCE (agosto, ottobre e dicembre 2006; marzo e giugno 2007) le banche italiane hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali, fidi e finanziamenti, con una stangata di 170 euro al mese (2.040 euro l’anno) su 3,2 milioni di mutuatari, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi. L’elusione sistematica dell’art. 10 del decreto Bersani, ha consentito alle banche un guadagno illecito pari a 5,9 miliardi di euro calcolato su un monte depositi di 682 miliardi di euro,ed è costato 197 euro ad ognuno dei 30 milioni di correntisti e depositanti.

Per adrerire alla class action sopra descritta è stato prediasposto un modulo reperibile QUI

lunedì 11 febbraio 2008

VERBALI DELLA POLIZIA MUNICIPALE INVIATI PER ERRORE


Dal sito del Comune di Torino si apprende:

In occasione dello sciopero nazionale di 24 ore indetto dai lavoratori dei trasporti pubblici il 9 novembre scorso era stata sospesa la ZTL Centrale (in vigore dalle 7.30 alle 10.30), ma per un disguido le telecamere ai varchi non sono state disattivate e quindi in questi giorni sono arrivati a circa 250 automobilisti i relativi verbali di infrazione. Chi ha ricevuto la notifica e non ha ancora pagato la contravvenzione non ne deve tenere conto (la pratica verrà archiviata), mentre chi ha pagato sarà automaticamente risarcito senza dover presentare nessuna richiesta. Per maggiori informazioni è possibile contattare il call-center dell'Ufficio Verbali al numero 011 4427630 o inviare una mail a vigili.urbani@comune.torino.it (e.v.)

Torino, 5 Febbraio 2008



Fonte qui

martedì 5 febbraio 2008

Radio frequenze italiane sono contrarie alle normative europee


Il grande Cornacchione avrebbe risposto alla Corte di Giustizia Europea con il suo celebre: " COMUNISTIIIII !!!" di certo il miglior portavoce di chi continua ad operare in violazione del Diritto comunitario così come sancito dalla certamente per nulla bolscevica Corte di Giustizia Europea, che nei giorni scorsi ha emesso una dura sentenza contro il sistema radio televisivo italiano.

Vi riportiamo qui di seguito quanto esposto dalla Corte di Giustizia lasciando a voi lo spazio per eventuali commenti circa il "monolocale" della Libertà che è il sistema delle radio frequenze italiane.

Il comunicato è scaricabile QUI
COMUNICATO STAMPA n. 06/08
31 gennaio 2008
Sentenza della Corte di giustizia nella causa C- 380/05
Centro Europa 7 Srl / Ministero delle Comunicazioni e Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
IL REGIME ITALIANO DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE PER LE ATTIVITÀ DI TRASMISSIONE RADIOTELEVISIVA È CONTRARIO AL DIRITTO COMUNITARIO
Tale regime non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati
La Centro Europa 7 Srl è una società attiva nel settore delle trasmissioni radiotelevisive. Nel 1999 essa ha ottenuto dalle competenti autorità italiane un’autorizzazione a trasmettere a livello nazionale in tecnica analogica, ma non è mai stata in grado di trasmettere, in mancanza di assegnazione di radiofrequenze.
Una domanda della Centro Europa 7 diretta all’accertamento del suo diritto ad ottenere l’assegnazione di frequenze, nonché il risarcimento del danno subito, è stata respinta dal giudice amministrativo.
Il Consiglio di Stato, dinanzi al quale la causa pende attualmente, interroga la Corte di giustizia delle Comunità europee sull’interpretazione delle disposizioni di diritto comunitario 1 relative ai criteri di assegnazione di radiofrequenze al fine di operare sul mercato delle trasmissioni radiotelevisive.
Il giudice del rinvio sottolinea che in Italia il piano nazionale di assegnazione delle frequenze non è mai stato attuato per ragioni essenzialmente normative, che hanno consentito agli occupanti di fatto delle frequenze di continuare le loro trasmissioni, nonostante i diritti dei nuovi titolari di concessioni. Le leggi succedutesi, che hanno perpetuato un regime transitorio, hanno avuto l’effetto di non liberare le frequenze destinate ad essere assegnate ai titolari di concessioni
1 Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/21/CE, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva «quadro») (GU L 108, pag. 33), direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/20/CE, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva «autorizzazioni») (GU L 108, pag. 21), e direttiva della Commissione 16 settembre 2002, 2002/77/CE, relativa alla concorrenza nei mercati delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica (GU L 249, pag. 21) (direttiva «concorrenza»).
in tecnica analogica e di impedire ad altri operatori di partecipare alla sperimentazione della televisione digitale.
La Corte rileva che l’applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a favore delle reti esistenti ha avuto l’effetto di impedire l’accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze. Questo effetto restrittivo è stato consolidato dall’autorizzazione generale, a favore delle sole reti esistenti, ad operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi. Tali regimi hanno avuto l’effetto di cristallizzare le strutture del mercato nazionale e di proteggere la posizione degli operatori nazionali già attivi su detto mercato.
Il limite al numero degli operatori sul territorio nazionale, potrebbe essere giustificato da obiettivi d’interesse generale, ma – come stabilisce il nuovo quadro normativo comune per i servizi di comunicazione elettronica 2 – esso dovrebbe essere organizzato sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.
Di conseguenza, la Corte conclude che l’assegnazione in esclusiva e senza limiti di tempo delle frequenze ad un numero limitato di operatori esistenti, senza tener conto dei criteri citati, è contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi, nonché ai principi sanciti dal NQNC.

Coldiretti Piemonte l'opinione sui prezzi


Riportiamo la posizione di Coldiretti Piemonte sulla trasparenza dei prezzi degli alimenti

Il link diretto QUI

“Trasparenza sui prezzi, per evitare truffe e speculazioni”

Sono state centinaia i cittadini che hanno firmato per sostenere la Coldiretti nella battaglia per ottenere l’etichettatura trasparente per le carni di suino e di coniglio.
Una nuova iniziativa promossa da Coldiretti e partita dal Piemonte, da Torino, con un’imponente manifestazione che ha portato nel centro storico maiali e conigli.
Obiettivo sensibilizzare il consumatore sull’importanza di sapere cosa arriva ogni giorno sulla sua tavola e il diritto alla rintracciabilità anche per due settori in evidente crisi come quella che sta coinvolgendo il settore suinicolo e quello cunicolo.
L’inflazione sale anche per effetto della moltiplicazione dei prezzi dalla produzione al consumo che è divenuta insostenibile in molti settori come la carne dove dalla stalla alla tavola si verificano aumenti dalle oltre cinque volte per il coniglio (+400 per cento) e fino alle venti volte dal maiale al prosciutto (+1900 per cento).
Agli allevatori i maiali vengono pagati appena 1,25 euro il chilo, una quotazione così bassa che non riesce a coprire i costi di produzione.
Il prezzo della carne di maiale, passando dalla stalla alla tavola, si moltiplica per cinque se si acquista la braciola, per dieci se si compra il salame e fino ad oltre venti volte quando è il prosciutto a finire nella busta della spesa.
Stessa crisi anche per gli allevamenti di conigli: a fronte di un prezzo medio di 1,5 euro riconosciuto agli allevatori, la carne di coniglio viene pagata dai consumatori otto euro il chilo; il valore, nei passaggi della filiera, dalla stalla alla tavola, lievita del 430 per cento. A questo punto diventa facile pensare come un tale divario presente nella distribuzione metta a rischio i bilanci degli allevamenti cunicoli.
In Piemonte, secondo la Relazione annuale di attività dei servizi veterinari, l’anagrafe zootecnica conta 2.215 aziende che allevano suini, per un totale di 1.258.224 capi. In provincia di Torino le aziende sono 395, con 203.315 capi; Cuneo conta 1.137 aziende con 874.132 capi; Alessandria ha 209 aziende con 47.739 capi; Novara registra 136 imprese con 64.898 capi; Asti ha 124 allevamenti con 18.878 capi; Verbania registra 121 aziende con 633 capi; Vercelli conta 51 allevamenti con 17.650 capi; Biella ha 42 imprese suinicole con 30.979 capi.
Per i conigli, secondo Piemonte in cifre 2007, annuario statistico regionale, nella nostra Regione vengono allevati 880.804 conigli: le tre province con il maggior numero di capi sono Cuneo, con 699.784; Torino, che ne registra 93.100 e Novara, che conta 49.670 capi.
“Questa iniziativa è volta a ridurre la forbice dei prezzi dalla stalla alla tavola che mette a rischio la produzione Made in Italy di carne e salumi e il loro consumo da parte delle famiglie italiane che hanno dovuto ridurre di circa il 3 per cento gli acquisti familiari su base annua. – hanno affermato il presidente e il direttore della Coldiretti Piemonte Giorgio Ferrero e Bruno Rivarossa - Nel corso della manifestazione è stata avviata la raccolta di firme per la petizione popolare a sostegno dell’indicazione obbligatoria dell’origine sull’etichette delle carni di maiale e di coniglio per garantire la trasparenza e sono state rese disponibili informazioni su prezzi, produzione e consumi nonché consigli per gli acquisti, con l'obiettivo di evitare i rincari e le speculazioni in agguato a danno degli allevatori e dei consumatori. Oggi hanno firmato in tanti, esattamente come è successo per le nostre altre iniziative, questo è il segnale che l’attenzione dei consumatori sulla qualità è sempre molto alta”.
Tutti coloro che si sono recati in piazza Palazzo di Città a Torino, oltre a firmare a sostegno della richiesta di etichettatura obbligatoria per le carni di maiale e di coniglio, sinora sottopagate al produttore e poi vendute a peso d'oro al consumatore, hanno potuto anche fare acquisti nelle oltre sessanta bancarelle dei produttori che effettuano vendita diretta e acquistare frutta e verdura di stagione, salumi, formaggi e yogurt, vino, pane, pasta, riso, miele, fiori e il latte crudo direttamente dal distributore automatico dell’azienda agricola di Elio Versino, di Giaveno.
“Proprio alla carne vengono destinati 106 euro dei 467 spesi in media ogni mese dalle famiglie per l’alimentazione – hanno continuato il presidente Ferrero e il direttore Rivarossa - questo significa che è necessario lavorare per rendere più trasparente e diretto il percorso del prodotto con l'etichetta di provenienza, ma che è anche necessario intervenire sulle filiere inefficienti che perdono valore senza ritardare le necessarie ristrutturazioni.”